PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA

IL PILASTRO GIOVANI

Il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura (ai sensi dell’Art. 294 comma 3 TFUE), nel corso della sessione plenaria del 9 febbraio 2021, il progetto di regolamento del Dispositivo di Ripresa e Resilienza (il “Recovery Plan”). Nei prossimi giorni il medesimo testo sarà approvato dal Consiglio europeo e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea con immediata entrata in vigore.

Il testo definitivo conferma, all’art. 3, quanto anticipato nelle linee guida della Commissione per la redazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza pubblicate il 22 gennaio scorso (qui la nostra traduzione), cioè la presenza di un pilastro (il sesto) interamente dedicato alle nuove generazioni dal titolo “Politiche per le future generazioni, per i bambini e i giovani, Istruzione e Educazione”.

In particolare il 16° considerando sottolinea come “Le riforme e gli investimenti nella prossima generazione, i bambini e i giovani, sono essenziali per promuovere l'istruzione e le competenze, comprese le competenze digitali, l'aggiornamento, e la riqualificazione della forza lavoro attiva, i programmi di integrazione per i disoccupati, politiche di investimento nell'accesso e nelle opportunità per i bambini e i giovani relative all'istruzione, alla salute, all'alimentazione, all'occupazione e all'alloggio, e politiche che colmino il divario generazionale in linea con gli obiettivi della Garanzia per l’Infanzia e della Garanzia dei Giovani”.

In sostanza, il nuovo pilastro intente sostenere lo sviluppo dei giovani a 360 gradi e durante tutto il percorso che li conduce sino all’età matura, dalle misure per l’infanzia, al processo educativo e di acquisizione delle nuove competenze, all’accesso al mercato del lavoro sino alla questione abitativa, attualmente uno degli ostacoli maggiori per il raggiungimento della piena autonomia e fattore di forte divario generazionale, come denunciato in tutti i Rapporti della Fondazione Bruno Visentini[1].

Nello stesso considerando, anche la presa di coscienza dell’evidente asimmetria dell’impatto economico e sociale di Covid-19, che ha penalizzato maggiormente i giovani: “Tali azioni dovrebbero garantire che la prossima generazione di europei non sia permanentemente colpita dall'impatto della crisi COVID-19 e che il divario generazionale non sia ulteriormente approfondito”.

Anche in tema di monitoraggio, il regolamento delega la Commissione europea a stabilire con precisione entro la fine di quest’anno la reportistica e gli indicatori comuni per valutare per le spese sociali, incluse quelle per l’infanzia e per i giovani (art 29 comma 4).

Necessario quindi rivedere profondamente il progetto di PNRR approvato dal Consiglio dei ministri del Governo Conte il 12 gennaio scorso che per i giovani prevedeva soltanto una generica “priorità orizzontale”.

Volendo quindi provare a ridefinire un pilastro in linea non solo con il regolamento di prossima approvazione, ma anche con la particolare e inevasa questione giovanile italiana e con i target 8.6 e 8b di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che il nostro Paese sino ad ora ha platealmente disatteso, di seguito si è provato a identificare le misure finanziate dalla legge di Bilancio 2021 approvata dal Parlamento italiano il 31 dicembre 2020 che potrebbero costituire l’ossatura del nuovo pilastro.

Un’operazione questa, si noti bene, che non mira a creare nuovi oneri per le finanze dello Stato, ma semplicemente concentrare, sotto un’unica regia, sia le misure generazionali, quelle cioè che già sono destinate esclusivamente ai giovani, che quelle che con un’opportuna determinazione del target potrebbero diventare generazionali per natura. Coerentemente con le indicazioni della Commissione, sono state incluse anche tutte quelle misure che attengono l’istruzione e l’educazione nonché l’acquisizione di nuove competenze, misure che, ancorché non definibili generazionali, sicuramente possono essere considerate come precondizioni abilitanti allo sviluppo delle giovani generazioni e delle future.

L’analisi che segue vuole dunque essere un primo contributo, una piattaforma, sulla quale costruire il nuovo pilastro. La sfida successiva non è solo quella di valutare se le risorse rinvenute (20,39 miliardi di euro) sono sufficienti, ma anche di collocare tutte queste misure in una unica strategia e ragionevolmente, un’unica regia.

 

[1] Vedi Fondazione Bruno Visentini, L.Monti (a cura di), Divario generazionale: il senso della dismisura, Alter Ego,  2015; Fondazione Bruno Visentini, Il Divario Generazionale tra conflitti e solidarietà. Vincoli, norme, opportunità. Generazioni al confronto. Rapporto 2017, Dialoghi, 2017; Fondazione Bruno Visentini, Il Divario generazionale. Un patto per l’occupazione dei giovani, Rapporto 2018, Dialoghi, 2018, Fondazione Bruno Visentini, Il Divario generazionale e il reddito di opportunità. Rapporto 2019, Luiss University Press, 2019.

Guarda le slide sul Nuovo Pilastro Giovani nel PNRR

 * Delle risorse complessive di 4,47 miliardi di euro previste dall'intervento M5C1.2, 340 milioni sono destinati alla fiscalità di vantaggio per le nuove assunzioni dei giovani under36.

Fondazione Bruno Visentini

info@fondazionebv.eu

06.85225059

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