
VII RAPPORTO 2025
Il Divario generazionale. Nuove generazioni, vecchi squilibri: rompere l'inerzia.
A dieci anni esatti dal primo studio volto a quantificare il divario generazionale nel nostro Paese, il VII Rapporto 2025 a cura dell’Osservatorio Politiche Giovanili della Fondazione RiES dal titolo “Il divario generazionale. Nuove generazioni, vecchi squilibri: rompere l’inerzia” evidenzia come l’Italia si trovi oggi di fronte a una “persistente emergenza generazionale”: una condizione in cui le disuguaglianze tra generazioni si ampliano, non solo in termini di reddito e ricchezza, ma anche di aspettative di vita, benessere psicologico e accesso a servizi fondamentali.
I giovani italiani continuano a scontare ritardi strutturali nell’ingresso nel mercato del lavoro, nell’accesso all’abitazione e nella possibilità di costruire percorsi familiari e professionali stabili e duraturi, come dimostra l’andamento dell’Indice di divario generazionale (GDI 4.0), che si attesta ad un livello di 136 punti – in netto peggioramento rispetto alla rilevazione precedente – condizionato in negativo oramai da alcuni anni dagli stessi domini, in particolare Pensioni, Povertà, Debito pubblico, Parità di genere, Reddito, ricchezza e welfare familiare, Credito e risparmio.
In parallelo, l’invecchiamento demografico accentua la pressione sui sistemi pensionistico e sanitario, riducendo gli spazi di investimento pubblico destinati alle politiche giovanili. L’indice di dipendenza (rapporto tra la popolazione residente in età non attiva sulla popolazione in età lavorativa) in Italia ha raggiunto 57,6 punti (Istat, gennaio 2024), segnalando un rischio crescente di squilibrio intergenerazionale nella distribuzione delle risorse pubbliche già fortemente sbilanciate a favore degli over 65 (numericamente ed elettoralmente sempre più preponderanti).
Tale scenario conferma la necessità di passare da una logica di compensazione – che interviene a valle delle disuguaglianze – a una logica di prevenzione e riequilibrio strutturale, capace di incorporare la dimensione generazionale all’interno della programmazione economica, fiscale e sociale del Paese.
A tal proposito, il VII Rapporto sottolinea la necessità di introdurre in maniera diffusa – e a tutti i livelli di governo – la Valutazione di Impatto Generazionale, che consente di stimare l’impatto generazionale ex ante ed ex post delle politiche pubbliche nelle sue dimensioni economica, sociale e ambientale.
In maniera complementare, il Rapporto suggerisce anche di istituzionalizzare il bilancio intergenerazionale, come strumento di trasparenza e responsabilità nella programmazione economica dei Paesi membri dell’Unione. Un ulteriore passaggio importante verso una maggiore equità intergenerazionale è rappresentato dall’introduzione generalizzata di soglie minime di investimento per le politiche che impattano sul mondo giovanile nei principali programmi pluriennali europei e nazionali, come già accade ad esempio nel caso del Fondo Sociale Europeo (FSE +), dove la Commissione UE ha stabilito che almeno il 12,5% delle risorse debba essere destinato all’occupazione giovanile.
L'Indice di Divario Generazionale

Fonte: VII Rapporto Divario generazionale 2025
